Archivi categoria: Poesia

The Beatles – While My Guitar Gently Weeps


Vila Marica

Di Parigi e d’altre scuole

d’Oriente e d’incanti

del confine nemico amico

canto con vergogna e striscio

 

oltre il muro

oltre il sasso

oltre la montagna che si fece valanga

oltre le notti passate ad ammirare la terra

 

oltre

o altrove


Primo porco dato alle perle

Primo porco dato alle perle

“Se stanno insieme e lui  non l’abbraccia, semplicemente non se la merita. E me la prendo io”.


Sofisticata in decadenza minore

Di tempi incerti e di serenate

di note sporche e di fate

di allucinazioni e di sogni

di tramonti scritti su pieghe

di scivolate e tonfi

del successo e delle sue pene

dell’altezza e delle vertigini

dei serpenti e dei violenti

delle notti calde e degli sguardi accesi

 

battito di silenzio

 

rumorosamente penso

e ti penso

 


harrison reverse – lali puna


A proposito di Freud

Nebule e soli

su spiagge suadenti

immaginando granelli

di fantastiche mareggiate

 

attese onde e cascate

miseri versi in nottate affogate

di stelle e di fate

universi e buchi neri

 

mangio paradiso con salsa d’inferno

scrivo alla mio ombra senza appuntamento

 

incerti ci separammo chiamandoci destini

brillanti nella solita luce sbagliata


No way back

A Jurmala e alle sue spiaggie bianche

di venti e segreti

di pini e di sete

bevuto il mar chiuso rimase arsura

 

e freddo

e lento passare

in passaggi passati

 

riverisco

 

non ho uniforme nè medaglie

solo faglie

 

di rabbia e  perdono

in cieli caduti

su mari ghiacciati

 


Sentieri panoramici lungo il cammino

Fammi galleggiare

il mare è infinito e padre

a lui mi confesso senza pentimenti

ci rallegravamo di noia, danzando sul niente

poi lente

 

salirono aspirazioni come cori

abbandonati i dii cercavo dei

e dee e muse e spiriti birmani

 

Sibilla maledetta, Sibilla benedetta

Sibilla dalle mille strofe

ti cercavano su vette

e tu eri al mare persa in note

 

e notti nascoste da nanoscopici piaceri

dell’oppio e della dimenticanza

il viaggio e la scoperta

si accende il cuore ricordando granelli

di ego e sudore

 

lasciati affranti e sorridenti

soli su solitari sentieri


Primo giorno di Maggio

Satelliti e spazi

lasciati vuoti da memorie di onde

e colli e mari e cime

assolute

 

Giovi assenti

in costellazioni mistiche

oggi si cambia e domani pure

per fissare l’inflessibile

 

voglie contrarie

confuse, appagate

diari scritti con il futuro

progetti sul passato

 

ho arato il mare

odiando l’alta quota

ho adorato gli abissi

per riposare

 

poi giusto il vento

qualche tempesta

ed è ancora mattina

 

 

 


Storta lungo un cammino

Risorse

come acqua addormentata

cielo di mezzo

pianura sconfinata

 

mi riportavano i binari in stazione

carrozza di Maggio

eri passata e non ti riconoscevo

 

era freddo

ero lento

era la fine dell’inizio

e l’inizio della fine

non era mai cominciata

l’arsura

 

arsura di vita

fame dei cieli

sete di sentimenti

 

appoggiavo la testa per non pensare

in altri spazi senza permessi

abbattevo reti per sfondare confini

non conoscevo limiti

né l’odore dei templi

 

mi rapì il mare nel segno dei Gemelli

ed in cambio, semplicemente l’amai


Nota positiva su registro spiaggiato

Rumori di tuoni

e già tacciano i cannoni

stasera temporale

ma è solo brezza

e un sospiro inaspettato

di un dio ignorato

 

ammetto

che ricordo il non ricordo

realtà ambigua annaffiata di alcol e pioggia

 

pioggia assordante

pioggia delirante

pioggia dolorante

 

e poi un sole travestito da Luna

e Luna mascherata da tramonti

 

scambi di ruoli come giochi infantili

mi metto una divisa per disertare

 

mi trucco per battere oltre il confine

una sfera chiamato mondo

e un destino devoto all’alto dei cieli

 

ma io non mi svendo

alla felicità


Ritorno a nota rapida

Interpretarti

tra scene veloci

e respiri estinti,

 

estorci

oggi come ieri

ogni sogno

ogni alt di frontiera

tra stelle folli e danzatrici  galattiche

scrivo il tuo nome intingendo dall’universo

come un calamio

svanisce il buio in batter d’occhi

in batter di minuti e secondi e ore

morto il tempo, lo seppelliamo allegri

tra sordi bruchi ed omertosi salici

celibe rimase la sera

triste di rosso

nera di rabbia


Muro bianco in estati estasianti

Sognando la luna

mi accorgo che è notte

mi accorgo che sorge

mi accorgo affamato

 

insaziabile

di stabile instabilità

 

equilibrio precario tra fari smorti

vi vedo appesi a terra

Camminatori dei Cieli

dei

mi portavano e riportavano

tra sorriso e deriso

tra fato e mito

 

tratto lento

animo infranto

si spargano i frantumi tra le acque mediterranee

 

l’ultimo passo mi girò l’ombra

ma ancora il luccichio delle albe mi richiama

e chiama senza fine

 


Suoni d’eco in galleria del vento

Ombra di giganti

su strade affollate

principi e principesse

formiche e formichieri

dormono assenti

 

rugiada della notte

nascente come luna

miraggio

scoglio infranto come i volti dei giovani del Rodi

 

insani riverberi

passioni ardenti

sfioro il suo nome

e ci penso

 

ultimi sospiri

come venti incontrollati

costretti a ripetersi all’infinito


Loto Egizio

Loto egizio

tra correnti e declini

tra abissi e vivi

 

ordini di gioia

rapite l’azzurro ed avvolgete il suo capo

mirato, duemila ottocento notti

milioni di parole e solo un sentimento

 

lento, scivolò via senza mai perdere la rotta

almeno questo,

tra pantani e paludi

correnti forti ed alligatori affamati

 

ho benedetto l’occhio che la guarda

ho benedetto il cielo che la sorreggeva

ed infine,

non ho saputo scrivere la parola

fine


Man of the hours

Cade il silenzio come un sipario

la prima scena è il tuo capo

mille teste addormentate

e tu lì, come un fiore,

raggiante nei tuoi anni

infelici passeggeri acerbi

confondono la scena

urla, sorrisi, carezze

e qualche parola,

 

l’immagine del lago che ti racconta

quella del mare che ci copre come veste

le onde che ansimano il

piacere ed illusione

di perderci e di ritrovaci

ancora e ancora

finché la marea ti porta via

e l’Estate, capricciosa

sfiorisce con noi.


Tra stasi e stati

Brilla in questa notte

non c’è galassia che non t’ammiri

stella,

sei così luminosa che quasi perdo

 

rotte planetarie come fossero parole

che ciarlano e ciarlano e implodono

frammenti di sogni e spasmi nel raccontarti

 

richiudo

l’universo in una conchiglia per udire segnale

banale, mi sciolgo nel tepore di occhi

labbra, racconti ed orizzonti

 

non c’è voce che non ti richiami

né frammenti che mi ricompongano


144 ore e qualche minuto

E’ proprio da me

prendere tre ore e volerle ficcare in un decade di minuti

accorcio i tempi eliminando noia

e mediocrità

 

assenzio

richiamami all’attenti

l’inconscio attende notizie

e non svanisce

 

monti innevati cercano onesti

pure vette e sacrifici estremi

 

non riesco e non canto

non conto e non riporto

 

alla base dei pensieri

solo radici

e mai frutti acerbi


Ending course

Giocami

in questa partita o in un’altra vita

suoni d’antenne metalliche

d’avori e d’altri delitti

costipati peccati

giacciono mesti nell’altra stanza

 

ore di danza,

di ventre, di ossa ed altre pozioni

senza rumori o altri flauti assenti

mano che sfiora il mattino cancellando ieri

 

mano invisibile che fa ombra al suo viso

mano invidiata ed invidiosa

si stende alta in cerca di respiro

si ricorda della vittima e del carnefice

chiave di rabbia in passaggi illusori

 

si schiude il pugno

senza lasciare segni

senza lasciar dolore


Scena chiusa in chiavi assenti

Tromba di Odino

portami in porto

perso il vento trovai deriva

dolce docile deriva

 

correnti calde

correnti fredde

sapore di sale

tra colli in fiore

e cieli nitidi

 

scomparse le nuvole

passa l’acquazzone

rione di cielo inesplorato

torno ragazzo

trattenute disoneste

senza tasse e pizzi

pago a quota

partecipo al gioco

trattengo il respiro

e mi tuffo

 

canali di parole

in ululati interroti


Mancanza del maitre

Poi la potrei chiamare,

iniziando in un altro verso

in un altra storia

in un epoca così lontana che sembra quasi

 

ieri

 

sole veloce che si scagliava affannato

tra i colli ubriachi d’estate e fantasia

come le sue ciocche,

come le sue parole,

come i colori di un quadro

 

e la penna malata, vera, sentita

 

come un terremoto in un bosco

come una frana in fondo al mare

 

silenzio,

passa un altro gabbiano.

 


Ricordi di tesi – Primavera Araba Siriana (il video contiene scene di vittime di guerra)


Atti fatalistici in posti impropri

Innocenza dei miti

svanisci come Pinocchio nell’oceano

lampade stanche riposano gli occhi

anche il faro ha smesso di ululare

eppur sento

muoversi il secondo che infrange il minuto

ritmo e passione

ordine indisciplinato

azzero il pallottoliere voluto a nozze

tra bilancini tarati mali e piaceri dissoluti

cammino senza memoria su una spiaggia

 

ricordo la direzione e non la partenza

ricordo di avere ricordi e mi sento ancora

felicemente e miseramente uomo


No catch

Ho scritto pagine verdi

e pagine rosa

pagine rosse che arrossivano

nell’arancio

di tramonti dimezzati

in cieli tesi di grigi e  di dei in croce

dell’azzurro del mare e del verde delle correnti

verdi come i fari spaziali

come prati sconfinanti

tra fiori brutti e fiori belli

come la riga che non oso scrivere

ne cancellare


L’avversario di Emmanuel Carrère

Se ripercorro nella mente i titoli del 2016, ammetto che probabilmente sono stato:

A) PIGRO: Ho letto veramente poco. Sempre più della media italiana (anche perché è abbastanza semplice), ma poco. Decisamente poco.

B) SFORTUNA: sono stato sfortunato. Non ho trovato molti libri che mi sono piaciuti, ma chi sa. Forse anche l’inconscio si è impigrito;

C) DISATTENZIONE: Sono stato disattento sia nell’acquistare, sia nel ritagliarmi quei bei spazi di sola ed assoluta lettura.

Il luogo dove preferisco leggere è il treno, e questo libro, se pur breve, l’ho letto qua e là in treno tra Macerata, S. Benedetto del Tr. e la Francia, dove tra l’altro è ambientato.

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L’avversario di Emmanuel Carrère è proprio una bella lettura, veloce ed intrigante.Il libro tratto da una reale storia di cronaca nera, racconta la storia di Jean-Claude Romand, o per meglio dire le storie legate a lui e all’uccisione della sua famiglia. Noto medico dell’OMS, stimato amico ed amato membro della famiglia, il signor Romand vive una esistenza felice, una vita agiata, anche grazie alla sua capacità di far fruttare capitali in Svizzera, denaro che di frequente gli viene affidato da parenti ed amici, sicuri del ricco ritorno.

Una vita tranquilla quelli dei coniugi Romand, tranquillità che viene cancellata la notte in cui la famiglia viene uccisa e Jean-Claude unico sopravvissuto, viene ricoverato e fin dalle prime ore si scopre che si, proprio lui, è il probabile colpevole.

Una vita di menzogne, di parentesi vuote, che piano piano si vengo a riempire, senza mai appesantire la narrazione e la lucida analisi dell’io e delle sue forme.

Una storia giudiziaria dove il grande Carrère con una certa maestria indaga, presentando sia l’ingegnoso inganno che era la vita stessa di Jean-Claude, e le ragioni nascoste e profonde di una mente misteriosa ed enigmatica.

PARIS :  Emmanuel Carrere

Un libro ottimo, onestamente consigliato.

 


Dolcenera – Fabrizio De Andrè


Passaggi senza fine

Passaggi

in foto ritocchi e cestini vuoti

fragili memorie ancora galleggiano

busta nell’oceano

animi ribelli

anche gli atomi danzano senza dio

cresta di vulcano, non sbiadire la tua energia

guardo il cielo senza invidia e senza malinconia

trecce di nuvole ordinate

 

orizzonte

 

passaggi veloci

senza traffico, ponti e dighe

senza rotture e senza morti

senza caverne, senza ombre

senza pietà e senza fede

 

scrivo un Mi minore

senza suonare un ultimo Sol


Amnesia

Yes, this way.


Una presentazione molto interessante

> di Alessandra Peluso * Il dissidente per eccellenza, o meglio l’uomo in rivolta, Diego Fusaro, si dimostra concettualizzandolo in “Pensare altrimenti”, un saggio appena pubblicato da Einaudi, … Sorgente: Pensare altrimenti. L’ultimo libro Einaudi di Diego Fusaro | Filosofia e nuovi sentieri

via Pensare altrimenti. L’ultimo libro Einaudi di Diego Fusaro | Filosofia e nuovi sentieri — alessandrapeluso


Cicala e formica

Foto in bianco e nero

ricordi riso e sapore

eclissi brillanti

polvere della storia, siamo noi

attendendo il prossimo giro

tra le malfamate nate e gli ingordi bugiardi

orchi e streghe

mari e monti

non canto più

tra la cicala e la formica


Le luci della centrale elettrica – Quando tornerai dall’estero


Il suo nome tra le labbra

Desiderio di immenso

aria rarefatta

non crollo e non resto

senza punti e senza virgole

ingordo di lei

la racconto in ogni parola

neanche fosse sentimento

neanche fosse passione

neanche avessi scritto il suo nome

tra nuvole bianche in gironi paradisiaci

arretro il pensiero

la guardi apparire

non vedo niente

la scopri

ricordo le sue labbra, le sue parole,

le sigarette fumate vicino al tunnel

immersi ci facciamo inghiottire

dodici lampade rotte ed una luce

piccola, piccola

 

ti chiamo sole

anche se non è il tuo nome

 


Raggiungere

Rumori di tuoni

passo violento

raggiro il sole

e cerco silenzio

 

cascata di specchi

senza strazi  e senza sensi

indietreggio

ammirando il sole investito dalla Luna

Marte e Venere compensano

 

sfioro tasti come sfiorassi impronunciabili

il colore dei suoi capelli in vocazione irrazionale


Spiaggia dorata in ricordo senza numerazione

Chiudo gli occhi, ma è solo una cazzata stilistica.

Alla fine mi ritrovo lì. Passaggio in India con la testa tra raggi di sole in una spiaggia benedetta.

Camminiamo a ritroso. Pochi momenti veloci, senza disturbare. Non ho abbastanza parole per descrivere la grazia del momento.

Io sono lì, anche la mente e il corpo altrove.

Potessi cancellare qualche orma come faceva il mare con i nostri passi … non so se lo farei. Mi sarei già scordato come ci eravamo finiti lì.

Se non avessi paure così traballanti ed infondate, chiamerei quasi questo passaggio come Omaggio a Lt e al sua fantastica uniforme.

Ma a cosa servirebbe un po di polvere se non sporcare la danza di un angelo.


Istantanea capovolta

Ad Atena e alle stelle

ai vulcani e ai fuochi

alle scintille e ai deserti

ai Tartari strafottenti e ai loro cannoni

siano fusi i mondi e i pianeti

colate di carbonio su anelli e satelliti esiliati

domani sarà trionfo nel silenzio

lento scrivere e descrivere

anni vivi come inchiostro

come fogli volanti

finestra aperta

in meraviglioso orizzonte


Alla ricerca di Nemo

Parole di ghiaccio

muovono correnti fredde calde

tornano iceberg sulla rotta

sempre la stessa stella

unica nella notte

 

timono

una barca stanca ed allegra

senza deriva e senza ancora

non mi so fermare senza ripartire

acqua scure in oceani inesplorati

galassie i suoi occhi

divina la sua luce

 

mi perdo ritrovandomi veloce

conquisto un posto mentre il mondo implode

esplosione dell’universo in coro di angeli

 

chiudo gli occhi

e vedo lei

ancora

 

distesa su un prato che sprezza vita

vento forte in una giornata calda

mi scaldo della sua presenza

ed arrossisco

 

come un papavero in inverno

come neve abbronzata al sole

 

 


Fabrizio de andrè – La ballata dell’amore cieco


Tre allegri ragazzi morti – Quasi adatti – YouTube


Radio vecchia in continenti nuovi

Mormorio di stelle

silenziano i tuoni come grilli nel deserto

ritmi arabi in pantaloni ed ascessi

rivivono i re della storia senza eserciti

senza promesse e senza trattati

colonna del tempio sopravvissuto

saraceni sorridenti e teutoni diffidenti

si cibavano di parole e clessidre

granelli che da sabbia diventavano tritoli

micce accese sulla diaspora e sul tempo

stendo il tappetto rosso sull’ultima ingombrante

illusione

 

sbagliò vagone

su un binario non affollato

 


Una bellissima recensione, CECITÀ di José Saramago dal blog letteratitudinenews

CECITÀ, di José Saramago (Einaudi) Saramago e l’oscurità dell’animo umano di Katya Maugeri Pochi paragrafi, solo punti e virgole e niente virgolette a delimitare i dialoghi. Un flusso di pensieri, …

Sorgente: CECITÀ, di José Saramago (la recensione)


Sei voci di Erri De

Non fu il mare a raccoglierci
Noi raccogliemmo il mare a braccia aperte.

Calati da altopiani incendiati da guerre e non dal sole,
traversammo i deserti del Tropico del Cancro.

Quando fu in vista il mare da un’altura
Era linea d’arrivo, abbraccio di onde ai piedi.

Era finita l’Africa suola di formiche,
le carovane imparano da loro a calpestare.

Sotto sferza di polvere in colonna
Solo il primo ha l’obbligo di sollevare gli occhi.

Gli altri seguono il tallone che precede,
il viaggio a piedi è una pista di schiene.


Storia di un Angelo caduto

Storia di un Angelo caduto

senza regimi e senza minori

cielo increspato

grigio suadente

riprende

la rotta senza fine e senza assenze

ride il presente baciato dai tasti

pianoforte chiassoso

in psichedeliche vibrazioni

non noto la nota

a piè come altrove

strappo l’accordo con il destino

e non sono schiavo

e non sono padrone

 

sono quell’aria e quel vento

quel fusto di legno che oscilla in amata tempesta

balliamo ancora, non sono stanco

 

sono il granello silenzioso che sta ad ascoltare il mare

parlami ancora onda, non mi stanco mai

dell’eco, delle partenze e dei ritorni

 

e l’angelo caduto

si risveglia uomo

tra Natali passati

e Ferragosti di fuoco

 

 


PJ Harvey – Dress


Nick Cave & The Bad Seeds – The Weeping Song – YouTube


Got it

GOT IT

senza macchia o presunzione

bisogni certi in incerti binari

non mi ritrovo e sono felice

abbandono silenzioso

vela calzante

si muove senza ombre

la luna e l’universo

le stelle e l’altra monnezza

oggi non è giorno di ritiro

o di ritirate


Dedicate ai figli

Bella e per molti aspetti originale, ricca d’inventiva nel modo di esprimere pensieri ed emozioni sul filo di una tenera ironia, questa poesia fu scritta da Sylvia Plath durante la gravidanza, dedi…

Sorgente: Dedicate ai figli


Endless

Endless

come onde infrante di sogni

svegliarsi ed ammirare

 

alba confusa

ricordo primo annullato

annullato, annullato, annullato

 

ripiego sui sospiri

stringo il respiro ed altrove

non vado

 

restando mite

faro su roccia

abisso senza fondo

 

non ho paura di perdermi

ma di ritrovarmi


The weeping song

A Macbeth e alla polvere
ai giorni dimenticati
al bambino abbandonato
volto le spalle, ma non il cuore
nell’aria regna la quiete
senza illusioni o strane note
solo il ritmo del mondo e la maschera di Odino

come se fosse eterno
come se fosse vero
come se fosse carne che non si fa uomo nè dio

semplicemente atomo ed elemento
combustione e raffreddamento intrisi
di versi e immagini
su pellicole e memorie

racconterò divino
stesa sull’anima la pace

soffio via la dimenticanza

come granelli di sabbia

racconterò chino, genuflesso
le  storie di un altare
di un agnello, di una sposa e

di decine di migliaia

scintille e stelle

sembravano tempesta
ma erano solo fuochi nel deserto


O Children – Nick Cave & The Bad Seeds – YouTube


W. W.

Assoluzione

in chiavi strambe

oggi riposo

sull’anima e il destino

non s’avventano i falchi

e le colombe stinte

da cieli non capiti

ingorghi di vocazioni

senza Om e senza lucchetti

senza ruggini e tempi morti

casto il film dell’ultima carezza

due brindisi veloci in felice disgrazia

odori non dimenticati

tra passati remoti e futuri prossimi


Tarocchi e Streghe by PrincessEsmy

UNA COSA ACCADE SOLTANTO SE CI CREDI DAVVERO, ED E' CREDERCI CHE LA FA ACCADERE (F.L Wright)

Monster

"Life imitates ART."

Fundraising Now!

The fundraising 2.0 era - Beta Version

FRANZ

un navigatore cortese

Versi Vagabondi

poetry, poesia, blog, love, versi, amore

KippleBlog

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letteratitudinenews

libri, fatti ed eventi segnalati speciali dal blog LETTERATITUDINE di Massimo Maugeri - letteratitudine.blog.kataweb.it

Sirena Guerriglia

Se Tutto è Improbabile, Nulla è Impossibile.

DESERTIFICATION

about drought, desertification and poverty in the drylands

IL MOTIVATORE

Pensieri, sensazioni, azioni.

Tommaso Aramaico

Lì dove è pieno di nomi propri, c'è un nome che di nessuno è proprio. Chi l'ha scelto? Chi lo subisce? E perché? Meschino.

Soffio di respiri

Viola, 23 anni, studentessa, incosciente, innocente. Bovarista deleteria. Racconto di me, chi sono, cosa penso, sbaglio e rattoppo!

kompletna diskografija

Kvalitetan izvor informacija za ljubitelje muzike

NonSoloProust

Il blog di Gabriella Alù

Livelines

«Sono una figura di un romanzo ancora da scrivere, che passa aerea e sfaldata senza aver avuto una realtà, fra i sogni di chi non ha saputo completarmi». [Pessoa]

Spunti da asporto

(ho visto nani che grattavano le spalle dei giganti)

17lastella

Perché la gente ha rinunciato a sperare. E dimentica i propri sogni. Così il Nulla dilaga

worldphoto12

Una foto è per sempre

poesia&cultura

La bellezza di qualsiasi tipo, nel suo sviluppo supremo, eccita sempre l’anima sensibile fino alle lacrime. (Edgar Allan Poe)

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