Archivio dell'autore: sallymaya

Crystal ball – Prince

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Sleep Party People – We Were Drifting On A Sad Song


Malavida – The essential


Bonjour tristesse di Francoise Sagan

Sicuramente sarà capitato anche a voi di iniziare un libro e dire: questa storia non mi convince. Poi si sa. Un po’ per curiosità, un po’ per non tralasciare ciò che si inizia, si arriva alla parola fine pieni di sentimenti e con quel po’ di tristezza che caratterizza certe storie.

Bonjour tristesse di Francoise Sagan è una di queste.

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Il romanzo narra di un’estate particolare ed ha come protagonista la giovane Cecile, in vacanza con suo padre e la giovane compagna Elsa in Costa Azzurra. Il contesto della borghesia rivaresca fa da scenario ad un intreccio di storie in cui fa la sua comparsa la bella ed elegante Anna, un’amica della madre di Cecile morta quindici anni prima.

L’arrivo di Anna turberà l’equilibrio dello strano trio, portando gioie e dolori in una storia caratterizzata da forti sentimenti e colpi di scena, in un’estate che segnerà per sempre la vita di Cecile e di suo padre.

Fantastica la costruzione di un piano infantile che in breve tempo raccoglie gli esiti più inattesi e drastici che il lettore possa mai immaginare. Leggendo, ci si nutre come in un ballo, l’alternarsi di simpatia ed antipatia verso i personaggi, vittime di loro stessi e dell’ambiente corrotto e viziato in cui si trovano.

La scrittura di Sagat appassiona il lettore, alleggerendo con i discorsi una storia triste dai contorni bizzarri. Sagat è stata capace di dare grande smalto ai suoi personaggi, donandogli quell’anima che li rende quasi reali al lettore.

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Un libro che mi è molto piaciuto.


The Cardigans – Super Extra Gravity


Afterhours – Strategie


Everly Brothers – Roving Gambler


R.E.M. – Up

 


Bob Marley – African Herbsman


Jefferson Airplane – Thirty Seconds Over Winterland


Titanic – Francesco De Gregori


Il male minore di Mario Di Vito

Un libro scritto bene lo riconosci perché ti dispiace abbandonarlo. Capisci che una storia è interessante quando ormai ci sei troppo immischiato, e vedere come va a finire è diventata una questione morale.

Il Male Minore di Mario Di Vito è sia un libro scritto bene, sia una storia molto interessante.

il male mnore

Sarò di parte perché è ambientato nella mia città, San Benedetto del Tronto ? Può darsi, ma non credo.

Ho comprato questo libro durante la sua presentazione in uno dei bar che fanno da retroscena ad una storia che, pagina dopo pagina, cattura il lettore catapultandolo in un terribile fatto di cronaca che sconvolge la piccola cittadina.

Protagonista indiscusso è l’ispettore Francesco Santacaterina, che dovrà indagare sull’uccisione violenta di un minore tra giornalisti, colleghi e magistrati che creano il perfetto contorno di una storia che si arricchisce momento dopo momento di particolari.

L’ho iniziato a leggere in un periodo di forte pigrizia, abbandonando il libro un po’ qua e un po’ là, finché mi ci sono affezionato, ed arrivare alla fine di quella storia era diventata una questione morale, come per l’ispettore.

E per rispondere alla dedica che mi ha fatto Di Vito sulla prima pagina, “si Mario, mi sono divertito tanto io a leggerlo come tu a scriverlo”.

mario di vito

Una bellissima storia davvero.


Live At Pompeii – Pink Floyd


Status Quo – Rockin all over the world


Fox – Only You Can


Kane Strang – Full Moon, Hungry Sun


Eels-Mr. E´s Beautiful Blues


CCCP-Manifesto


Carmen Consoli- Venere


EDDIE COCHRAN – ALL THE BEST (Album)


Sleeper – Atomic


David Bowie – Shining Star (Makin’ My Love)


The Rubettes – Sugar Baby Love


Iggy Pop – King Of The Dogs


Red Hot Chili Peppers – Road Trippin’


L’elemento del crimine

Idea veloce

raccogliti su questa terra

fragile come l’autunno

si erge il capo dell’ultimo umano

 

sensazione di pioggia

in calura ardente

il fendente

fu la ricerca del cammino

e della sua storia

 

spettatore sorpreso

ingannavi la tua mente con le promesse di pace

ma era guerra, guerre e guerra

ed ancora altre battaglie

 

tempestose le passioni

in direzioni miste

e talvolta

assenti

 

celebro l’immagine

senza pensare ai ricordi


Bob Luman – LET’S THINK ABOUT LIVIN’


The Wave Pictures – Now Your Smile Comes Over In Your Voice


THE BEATLES – LET IT BE


Bob Marley – Kaya


Pardosana

Oggi sarò silenzio

poiché taciuto è il mondo

arresa è la sete

e la vittoria ha il sapore di Primavera

 

tacito bene

raccontami il male

raccontami il mare

che si nascose a Giunone e alla sua ira

pianti di Venere in soli ardenti

 

persino il servo torna

agognata mensa

prelibatezze astrali

nutriamoci dell’universo

e dei suoi mondi

 

pubblico scosso

come il prezzemolo avanzato

giullari aprono la nostra parata

ci addormentiamo nel silenzio

convivendo con l’eterno


L’Orchestra Di Piazza Vittorio – Sahara Blues


Rino Gaetano – Nun te reggae piu’


Sally – Fabrizio De Andrè


Ricordo di dicembre

Venne una signora

io non la conoscevo

io non era nato

bussò due volte ma non mi trovò

lasciò un pegno a mio padre

e lo portò via

 

venne una signora

aveva l’odore del grano bruciato

bussò tre volte ma nessuno gli aprì

incrociò Antonella

lungo una scala che era ancora lunga

e la portò via

 

venne la signora

il suo abito era possente

le sue labbra ancora fresche

bussò quattro volte

ed io gli aprii

mi chiese di seguirla

ma abbracciandola le risposi

 

non ancora

 


Sgambetto

Cado

senza rialzarmi tendo al suolo

orecchio e cuore

lingua e parole

 

mi ascolto senza sentirmi

mi agito quieto

immobilità dei sensi

 

ti ricordo sfrecciare in cieli in burrasca

saliva lenta ansia

la chiamavo amore e non mi derideva

 

amica sventurata di un istante incancellabile

indelebile sulla vena

pulsa forte il segno degli anni

 

finestra infranta

rumore di bambini

 

mi alzo

ed ancora non sono uomo


Stereolab – Peng!


Highway 61 Revisited – Bob Dylan


Analisi promiscua

Nella grotta è scuro

talento brancola come eco

dormi spirito

dormi spirito

anche l’alba non ti attende

 

celeste desiderio

tepore antico

inciampo oltre il ponte

non c’è più la mia via

non c’è più la mia scia

 

resoconto di guide

 

il leone

il fabbro predicitore

la rivoluzione

 

poi non ricorda nulla

 

solo silenzio

e una viva memoria

 


Rielaborazione occulta

Sordo

come nell’ultima emozione mortale

barcolla la penna ma non la mente

assenza di pena

reato mascherato

prendo fiato

tacito attende l’urlo immortale

del perdono e della rabbia

incarnati li feci in totem senza tabù

preziosa imperfezione

ti venero e ti lodo

fede degli oppressi

e mai degli oppressori

caduto anche l’ultimo angelo

non ci piegammo a dio

e mai

e poi mai

a falsi profeti


C’era un ninja

L’avversario sono io

lo specchio lo riflette

l’alba mi attende

 

teso

in cumulo d’atomi di energia

violenza proibita

in cieli celesti

 

torno a capo

e fingo santità

arciere di ogni lampo

potenza ed inerzia

in equilibrio precario

 

rileggo le parole dei padri

senza ritrovare ragione

perso anche il sentimento

non mi rimane che una maschera colorata

e un pugno di coriandoli umidi


Il mio paese inventato di Isabel Allende

Ogni volta che si apre un libro di Isabel Allende ci si attende un capolavoro.

Il mio paese inventato sicuramente è un bel libro.

Isabel Allende - Il Mio Paese Inventato

Ho letto questo libro in viaggio, direzione Tirana. L’Albania è un bellissimo luogo da visitare, la consiglierei a chiunque. Ed anche il paese inventato da Isabele Allende, il Cile, deve essere proprio un bel paese.

Gli dei devono aver avuto un bel po’ di fantasia quando hanno creato il sud america. Stati fantastici, popolazioni geniali e folkloristiche, problemi immensi. Il Cile in questa fa la sua parte.

Quando ero adolescente conoscevo il Cile per due motivi: le citazioni di Ernesto Guevara nel diario della motocicletta, che lo descriveva come una terra affascinante con le donne più belle di tutto il continente, e quell’assassino di Pinochet.

Più avanti un ricco lazzarone me ne fece assaggiare un vino delizioso ed il film No!, me ne fece amare l’intelligenza combattiva.

Un giorno andrò in Cile e godrò di tutte le sue sfaccettature. Per ora, rappresenta un proposito di viaggio incoraggiante e la voglia di scoprire di più.

Cosa rappresenta il Cile per Isabel Allende invece ?

Casa ? No, nel libro lo chiarisce chiaramente. Patria ? Nemmeno, anche se oggigiorno sfiderei molti a definire cos’è una patria e a spiegare il legame tra noi e questa strana parola.

Il ricordo. Per Isabel Allende questo libro è un inno al ricordo di se e di un paese, entrambi smarriti nel vortice della storia e dello scoccare delle ore.

isabele allende

Siamo piccoli davanti alla storia. Siamo piccoli davanti allo scorrere del tempo. Questo libro ce lo ricorda.

C’è una magia nel ricordare che ci trascina. Siamo affamati di ricordi.

Un libro intenso, molto curioso e, naturalmente, scritto da una penna eccezionale.


Puzzle

Luci delle stelle

come stanze soleggiate

boschi di sorrisi

in decadenti lidi

orma immortale

solca la laguna con una tavola piatta

 

cuore di tempesta

regalami un riso

addolciscimi

o piegami

per me è indifferente

 

Di fuochi e parvenze

m’incateno alla vita

sospiri nel nulla

assaggiando il sole

lieve calore

appari sulla pelle

mordendo ardentemente

raggi di speranza

 

in umili capricci

capriole ed arpeggi

cantando la luna

in attesa di alba


The Everly Brothers – Nashville blues


In qualche parte dell’anima

Al di là di questo muro

trafiggerò le mie paure e i miei avi

giovani amanti speranzosi

uscio romantico in medio oriente assente

riflette l’innato eco

raccontando di ieri e di oggi

mai di domani

né di ciò che non accadrà

balenando in ossequosi

cori d’armate e lamenti di pecore

gli occhi della paura e le parole di dolcezza

tesa si alzo una mano sul mio viso

offesa e carezza

ripudio in assenzio

 

bacio le vergini

e mi ritrovo altrove


Iggy pop – Après


Elvis Presley – Patch It Up


Mi sono fatto un selfie

Lo ammetto. Il 2018 è cominciato.

Un incipit incoraggiante.

Iniziamo così. Non sono un traditore, ma mi sono svenduto. Ho cambiato telefono e numero, anche perché quello che avevo mi è stato sequestrato. Quest’altra storia un giorno ve la racconterò.

Come magari tornerò sul tanto e scontato cianciare che si potrebbe fare sul lasciare andare via un numero che si possiede da decadi.

L’ho fatto: ho anche (temporaneamente) abbandonato non solo la cara Nokia, ma anche qualcosa che definirei come “l’arte di accontentarsi”. Mi piacerebbe scrivere questo in latino, ma nonostante ho fatto il classico, il latino non l’ho mai imparato.

Non è che sono passato d’improvviso all’ultimo Iphone disponibile, ma ho comprato un telefono carino. Possiede la telecamera davanti.

Qualcuno/a dovrebbe aver già abbandonato la lettura di questo articolo considerandomi un idiota: bravo/a c’hai preso, ma non lo leggerai mai.

Qualcun’altro/ l’avrà fatto o lo farà per noia. Meno bravi, ma soddisfacente. Uno strano, e a tratti stronzo professore, che proprio oggi c’ha lasciato mi avrebbe descritto così: soddisfacente.

Mi piace ciò che sto scrivendo e lo farei per un bel po, ma ho soli 7 minuti.

Quindi per tornare a noi. Mi sono fatto un selfie, e mi sono anche sorpreso un bel po. Chi è quella maschera lì ?

Io non stanco e ferito. Sono pieno di vita ed in forma, non lo senti ?!? (naturalmente non lo dico a voi, state tranquilli).

Nuoto per 70 vasche due volte a settimana, mica male.

Mannaggia. Sono proprio occhiaie quello che vedo, ed uno sguardo stanco quello che mi fissa.

Mi sembri biancuccio ragazzo. Dopo tutto il sole di questa estate.

Sono successe un po di cose intorno a me, e per quanto non vuoi, un po ti si appiccicano addosso. Ci sono molte cose che ballano attorno a me, ed io non sto fermo. Mi muovo tra loro con educazione e rispetto. Forza e delicatezza. Decisione e compromesso.

E sopratutto, ci sono. Anche quando gli sguardi sono persi ed i nervi tesi.

Fortunatamente è solo un selfie. Ve l’ho detto.

Sono pieno di vita ed in forma. Nuoto per 70 vasche due volte a settimana. Mica male, no ?


Nick Cave & The Bad Seeds – Breathless


Leggendo Epitteto

Come sia arrivato in possesso di questo libro non lo so.

epitteto

Il 2017 mi ha regalato molti libri, abbastanza da riempire un armadio. Ed anche molti vestiti. Il connubio di questi due fattori non è molto pratico, ma sto sistemando.

Vengo leggendo, direi. E vengo sistemando. Sono in cerca di un nuovo ordine, che non significa equilibrio. Anche per questo leggo molte cose che mi passano nelle mani senza chiedermi cosa sto per iniziare a leggere.

Nel 2017 ho imparato che mi posso fermare, quando e come voglio, che posso prendermi un tempo anche per me. La scoperta dell’acqua calda direbbe qualcuno, ma per me no. E penso che anche altri dovrebbero accettarlo.

Leggere questo manuale è stato totalmente indifferente per la mia vita. Altre sfide ed altri libri mi hanno segnato profondamente invece. Quali ve li verrò a raccontare.

E’ la prima recensione del 2018. Non volevo fosse così, ma sono felice che sia questa.


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