Open di Andre Agassi

Finalmente finito !

Non lasciatevi ingannare dal finalmente: Open di Andre Agassi è davvero un bel libro. Mi ha fatto molto riflettere ed è stato un buon compagno di viaggi in questi mesi.

open

Che schifo, mi viene da pensare.

Un tempo leggevo molto ed ora mi congratulo con me per avere finito un libro in mesi. Grande è grande, ma come ben si sa un buon libro non si giudica ne dalla copertina, ne dal volume. La durata è dovuta a quell’orrendo, ma pittoresco tram tram che mi circonda, ma questa è un’altra storia. Questa invece è una storia bellissima ed affascinante, che ha come protagonista indiscusso André Agassi, il famoso campione di tennis.

Io di tennis non ne capisco molto, anzi di sport in verità, ma lui fa parte dei ricordi della mia giovinezza. Lo ricordo in televisione, non per le partite naturalmente, ma per la pubblicità della schiuma da barba e qualcos’altro …

L’IMMAGINE E’ TUTTO – era lo slogan.

Oggi lo boccio come stile di vita, ma da ragazzino non era male sperarci. A Cosa ? A capire che l’immagine non è tutto, easy no?

Questo slogan è stato odiato anche da Agassi e lo ha inseguito una vita intera. I capelli, quelli no. Duro colpo per l’uomo dell’immagine è tutto, ma Agassi è uno tosto, uno che sorprende, che sa farsi rispettare e che sa rinascere quando meno te lo aspetti.

La biografia inizia descrivendo le ore antecedenti alla sua ultima partita, a cui seguirà il ritiro dal tennis professionistico. Andre Agassi si ritirò a 36 anni ed è ricordato per essere uno dei giocatori più attivi della storia di questo sport.

“Odio il tennis, lo odio con tutto il cuore” – questo è stato per lungo tempo il suo pensiero, quello del campione.

Una carriera la sua iniziata da giovanissimo, spinto da un padre ossessivo e brutale, che fin da piccolo lo obbliga a seguire quel talento che lo vedrà scalare tutte le cime, battendo record ed avversari in tutto il globo.

I ricordi di Agassi sono intensi, legati alla sua intimità come la sua prima scuola di tennis ovvero la Bollettini academy in Florida, al senso di solitudine e alla stranezza di essere spinto a lasciarsi dietro la sua giovinezza in favore dello stile di gioco.

Il drago ovvero una macchina infernale costruita dallo stesso padre, che lanciava palle così forti da creare il miglior ricevitore della storia del tennis.

Agassi è onesto in tutta la storia, o almeno sembra. Non sembra lasciarsi vincere dal piacere del pettegolezzo, ma rivive a freddo quella vita fatta di bollenti spiriti ed attimi gelidi e di solitudine.

Nulla è lasciato cadere nel vuoto nel suo racconto dall’amore verso il suo coach Gil o la nota rivalità con Pete, come la devozione verso la sua sposa, Steffi Graff.

Il libro mostra anche il cambiamento di un uomo, qualcosa meglio definibile come crescita sia nel senso fisico che nella sfumatura umana e morale della parola.

Leggere la sua biografia su wikipedia non può saziare la curiosità che nasce dietro questa figura ed è per questo che consiglio assolutamente questo libro.

 

 

 

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