Memed il falco di Yasar Kemal

Come sia tornato tra le mie mani questo libro non lo so, ma dalla dedica iniziale alla fine è stato un piacere rileggerlo.

Memed il Falco di Yasar Kemal non è solo uno dei capolavori del 900′, ma è un classico della letteratura contemporanea turca.

Questo libro me lo regalò la mia compagna di allora, quando andai la prima volta a conoscere la sua famiglia in Turchia. Lo lessi con molto piacere, mentre mi avvicinavo a quel meraviglioso paese.

La storia, ambientata nell’antica regione del Tauro, narra del giovane Memed, detto il sottile, povero pastore dal cuore puro e fiero.

Le descrizioni dei paesaggi si alternano in spazi bucolici dove scorrono ruscelli e fiumi, che si perdono in boschi e montagne, dove vivono i ribelli.

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In molti recensioni che ho letto prima di scrivere questa “ennesima”recensione, si parla di un triangolo amoroso tra Memed, la giovane Hatce e un proprietario latifondista che, geloso dell’amore dei due, li costringe a fuggire lontani dai loro villaggi a causa della falsa accusa di banditi.

Secondo me questo triangolo non c’è perché la narrazione è incentrata sulla loro storia d’amore, tanto intensa quanto triste, con un finale che commuove e che solleva una forte rabbia contro le ingiustizie sociali. Altro che triangolo: nella vita di Memed c’è solo Hatce. Un triangolo è un gioco a tre, a cui spesso non tutti i protagonisti sanno di partecipare.

La figura di Memed, che da povero giovane diverrà Memed il Falco, è mitica: uomo noto ed onesto ribelle, onorato sia dalla popolazione, sia dai tanti altri ribelli che ogni giorno combattono con lui l’esercito regolarmente pagato dai latifondisti.

Sullo sfondo le condizioni miserevoli dei lavoratori, i sacrifici, come le tradizioni e le usanze di un paese dall’antica.

Memed è un combattente per i diritti dei più poveri, dei più sfortunati, ma è anche il difensore del vero amore. E’ il simbolo della resistenza, delle sollevazioni popolari in Anatolia, dell’audacia, del rispetto che si può provare verso l’altro.

Un finale triste per una storia che prosegue in un secondo romanzo, che ancora non ho letto.

Questo qui però, è sicuramente consigliato a tutti.

 

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