Barbara Allen

E mi ritrovo qui. Finalmente.

Avrei bisogno di scrivere un pò di più, ma non ho molto tempo.

Che casino questo tempo. Un’altalena. Questa settimana sono caduto e non c’era mamma a dirmi che andava tutto bene, a pulirmi i vestiti sporchi e a disinfettare le ginocchia graffiate.

Ma in fondo non è vero. C’era anche lei a terra e si è graffiata anche più di me.

Ad inizio anno mi ero fissato con l’idea di scrivere almeno un post al giorno, come facevo nel 2013.

In verità non l’ho fatto neanche nel 2013 e non ci riesco neanche nel 2016. Non sono mai stata una persona continuativa, ma in fondo penso di aver camminato sempre per una strada abbastanza dritta. Molte curve, qualche dosso, ma il viaggio finora non è andato così male.

Diversi anni fa, nella mia amata Turchia, sulla strada tra Dezinli ed Izmir ho rischiato  diversi incidenti a causa dell’autista, della strada e della guida folle su strade pazzesche e spesso inesistenti. Ho rischiato decenni di carcere andando in giro mentre fumavo dell’ottima canapa, che avevo comprato in un campo di gipsy, pattugliato dalla temuta gendarmeria e dall’esercito. Sempre su quella strada sono stato schiaffeggiato da un simpaticissimo imam con studenti a seguito perché stavo bevendo una lattina di birra in pubblico durante il Ramadan, alla faccia della famosa laicità dello stato Turco; sono stato ad una manifestazione pro Erdogan dove mi hanno pagato un taxi, regalato 2 lire turche e un sacco di patate per reggere la bandiera (ERDOGAN E’ L’ASSASSINO DEL POPOLO CURDO E DELLA TURCHIA); ecc;

Alla fine in cima ad un palazzo ho visto la fine della relazione con la mia fiamma di allora. Quei tempi sono lontani, ma sono un bel esempio di quello che sono stati questi anni. Quello che non capisco è se è cambiato il contenuto o solo forma. Di acqua sotto i ponti ne è passata molta e sono felice che le diverse piene che si sono avvicendate non mi abbiano trascinato via.

Queste settimane sono state una esplosione di sentimenti: non riescono molto a distinguerli, quindi ancora li terrò con me, ma prima o poi mi sa che dovrete sorbirveli.

Sto incominciando a diventare palloso, credo, ma ti vorrei ringraziare, perchè ancora leggi il mio blog, chiunque tu sia e qualunque cosa tu stia pensando. Ti voglio ringraziare perchè sono giorni difficili e sapere che qualcuno legge questi miei pensieri mi fa piacere. Per me è importante. Grazie ancora.

 

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