Odore di cipria di Enzo Biagi

Oggi sono 8 anni che ci ha lasciato Enzo Biagi.

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Mi piace molto Biagi e per questo sono un po dispiaciuto di scrivere una pessima recensione qui.

Poco incoraggiante come inizio, no ?

Il problema che il libro che sto per presentare, Odore di cipria, non mi è piaciuto molto. Me l’hanno regalato e mi è sembrato giusto leggerlo fino alla fine. Ma proprio no, non mi ha fatto impazzire.

Il libro me l’ha regalato Ena, una vecchina che da più di vent’anni occupa docilmente una camera che al tempo fu mia.

Ho molti ricordi li: la testa rotta contro il letto, le ore di studio alla scrivania, il letto condiviso da mezza famiglia … Un bel passato.

Anche nel volume il filo conduttore del racconto è il ricordo, in particolare incentrato sulla giovinezza e sulle figure femminili.

Al contempo Biagi offre piccoli scorci dell’intimità e della sessualità di un Italia lontana. Testimonianze dell’apertura dei casini e delle note case chiuse dalla curiosa Bologna all’amata Sicilia. I commenti sulle anime di un paese, i suoi costumi e i volti, descritti seguendo il ricordo di una giovinezza lontana e non molto spensierata.

Il libro descrive anche l’Italia fascista ed alcuni dei suoi personaggi, illustri e non, il loro lato privato e quell’oscenità pubblica, che tanto ha caratterizzato il paese in quegli anni.

E poi bellezze e forme femminili, nascosti da mura o da sguardi indiscreti.

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Un’analisi volutamente superficiale dell’immaginario femminile e della sua evoluzione dal primo dopoguerra in poi. Una indagine che si snoda tra esperienze personali e i diversi canoni imposti nel tempo dalla cultura, dai media e dalla società.

I ritratti stereotipati e non della donna inglese “Quella della iconorafia ironica e compassata, che la dipinge con i piedi troppo grandi, e ne dà la colpa al cricket o al golf, la faccia alquanto cavallina, lentigginosa, i capelli di un biondo slavato, o una di quelle belle ragazze che riempiono le strade, gambe infinite come la Provvidenza, alte, levigate, splendide

Ed un altro bla, bla, poco interessante.

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