Sarajevo: il libro dell’assedio parte IV – Izet Sarajlic

Izet Sarajlic: lui è stato il vero motivo per cui ho comprato il libro Sarajevo: il libro dell’assedio.

Izet

Questo è il volto di uno dei maggiori poeti balcani, uno dei migliori, personalmente anche uno dei miei preferiti. La sua è una storia triste. Arriva a Sarajevo a 15 anni, dopo che le camicie nere italiane fucilarono suo fratello, membro della resistenza jugoslava. suo fratello e la sua nuova città sono stati tratti caratteristici della sua poesia colloquiale, generosa.

Dice di lui Sinan Gudzevic, filologo, traduttore e poeta yugoslavo: “E’ stato uno dei maggiori poeti jugoslavi. Le sue poesie venivano pubblicate nei manuali e nei diari, i giovani facevano la corte alle ragazze recitando i suoi versi”.

Sarajlic è un poeta jugoslavo. Uno volta alla vigilia della guerra dichiarò che non avrebbe mai risposto di quale nazionalità era: lui non era bosniaco, croato o serbo. Lui era Jugoslavo.

E non sorprende quindi lo strazio e l’orrore delle poesie dell’assedio, scritte in una città multietnica e massacrata, dove tra l’altro perirono di stenti anche le sue due sorelle, Nina e Raza.

Il progetto esistenzialista di Sarajlic finisce con la Jugoslavia e l’assedio serbo di Sarajevo, ma i suoi versi ci raccontano ancora oggi non solo il suo tormento, ma anche quello di una città-

LA FORTUNA ALLA MANIERA DI SARAJEVO DI Izet Sarajlic

A Sarajevo

in quella primavera 1992,

tutto è possibile;

fai la coda per comperare il pane

e ti ritrovi al servizio di trumatoogia

con una gamba amputata.

E dopo asserisci

di aver avuto fortuna.

UNA GRANATA DA MRKOVIC di Izet Sarajlic

E’ già da trenta ore

che le granate

piovono su di noi da ogni parte.

Una di queste

ha appena sorvolato

la mia poesia.

E’ stata tirata dal Mrkovici

dove prima della guerra raccoglievo margherite

con la donna che amo.

RICORDANDO IL LUOGOTENENTE KINZL di Izet Sarajlic

Siamo arrivati al punto

da ricordare con nostalgia la 2° guerra mondiale.

In ogni caso

paragonato agli ufficiali dell’ex armata federale,

perfino il luogotenente Kinzl, della Gestapo,

rimasto nella memoria della famiglia Sarajlic

come l’incarnazione di quanto c’è

di più inumano nell’essere umano,

risulta quasi un uomo.

Nel prossimo articolo: Sarajevo: il libro dell’assedio parte V – Danilo Krstanovic

I precedenti articoli li trovate qui:

Parte I: http://urly.it/2wwz

Parte II: http://urly.it/2wx0

Parte III: http://urly.it/2x4z

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