In Italia con il Senegal nel cuore di Faysal

Come mi sia arrivato questo libricino in mano ancora non lo so. Credo di averlo preso da qualcuno che non voleva questa robaccia. “In Italia con il Senegal nel cuore” di Faysal.

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Credo di aver utilizzato questo libro per rullare joint almeno una quarantina di volte da quando l’ho messo sul comodino. Non sono sicuro invece di ricordare se fosse passato molto tempo o no.

Di sicuro gli sono passati sopra alcuni libri: un certo thriller di un tale Friederich, di cui non ricordo nè il titolo nè la trama anche perchè non l’ho finito a leggere. Ed uno sbiadito Giorgio Faletti, che nonostante tutto continuo a voler leggere.

Non so se nell’ultimo periodo ho letto poco ( e conseguentemente scritto niente) perchè ero svogliato o pigro, ma in una certa maniera avevo bisogno di una spinta.

Questo libro.

Non so cosa pensavo di trovarvi. Cercavo qualcosa di estramente leggero e mi sono imbattuto in questo libricino. Semplice, poche pagine scritte di cuore e senza paroloni che raccontano e descrivono non solo la vita di un uomo, ma anche gli usi e le usanze dei senegalesi.

Quando l’ho terminato mi sono sentito un pò più incoraggiato e stimolato dalla lettura come non lo ero da un pò. Avevo imparato qualcosa di nuovo, qualcosa che mi interessava. E sono tornato a leggere: non molto come prima, ma pur sempre decisamente di più del doppio della triste e patetica media nazionale.

Questo libricino è lungo 61 pagine. Molte sono correlate dalle foto e non c’è nulla di scioccante o insolito. Ma contiene almeno in parte un tassello della vita di un popolo. E conoscere i popoli è una necessità per conoscersi e per comprendere.

Queste 61 pagine mi hanno inoltre regalato un un nuovo amico. L’ho incontrato su una solitaria spiaggia mentre pescavo in un pomeriggio freddissimo. E’ venuto a fare due chiacchiere, abbiamo fumato una sigaretta e ci siamo compresi. Abbiamo parlato di tante cose, dell’Italia e del Senegal, come di pesca e musica. E del Tabaski.

Vi lascio con una bella frase che mi è piacuto molto del libro. Ed una buona lettura.

“Per un attimo mi sembra che noi immigrati siamo stati sacrificati al posto dell’agnello da un sistema economico mondiale spietato” .

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